GIORNO 2 – SIRACUSA – The Hub

Al risveglio si punta verso il sole che si leva dalla costiera catanese, cuore culturale della Sicilia orientale. Destinazione Siracusa per continuare nel pomeriggio verso Ragusa. La strada attraversa una terra con 2700 anni di storia snodandosi tra un paesaggio vulcanico, nero ma florido. Sullo sfondo la roccia calcarea che caratterizza la provincia.

Sul pullman ogni viaggiatore viene iniziato al rituale della “presentazione al microfono”. Ognuno condivide competenze, sogni, e valori. È un modo per conoscersi e riconoscersi, tessere la trama di relazioni che devono durare, fondere le storie individuali in unica storia più grande.  

La prima tappa è l’Impact Hub di Ortigia, il nodo siciliano del network internazionale di spazi di co-working dedicato all´innovazione sociale. 

Francesco Galtieri e Davide Rubini introducono l´incontro, presentano Movimenta e la ragione della nostra presenza in Sicilia ed in particolare a Siracusa. Ascoltiamo il racconto di una comunità che si risveglia e insieme la spiamo. Siamo alla ricerca di un alfabeto che metta in comunicazione anime affini. Anche questa politica, una politica che smette di essere distante. 

Valeria Troia modera il primo dibattito. Michelangelo Giansiracusa, Francesco Italia e Salvo Fallica, parlano di “Gestire il territorio, un´impresa sociale che guarda al futuro”.

Impariamo che i modelli tradizionali di gestione amministrativa, di interazione con e tra le comunità e i paradigmi di sviluppo economico e culturale del passato hanno smesso di funzionare. 

Prima la fiducia si basava sull´aspettativa generata dalle promesse della classe dirigente. Oggi politici e amministratori devono prima di tutto ascoltare e leggere i territori. E individuare gli strumenti con cui attrezzare i propri “vicini” affinché possano affrontare in autonomia le sfide che oggi non siamo nemmeno in grado di prevedere. 

 

Solo scelte rivoluzionarie ed approcci rivoluzionari possono confrontarsi e battere un modello obsoleto e pericoloso. Una di queste è l´etica del lavoro, la comprensione del disvalore da cui partire per ri-costruirsi piuttosto che esserne divorati. Nella nostra dimensione euro-mediterranea si contano più micro-comuni che grandi metropoli. Questi diventano laboratori sperimentali per utopie realizzabili, che si trasformano grazie alla forza della rete in sforzi emulabili. Questa gemmazione di modelli, caratterizzati da “spazi, community e servizi”, permette di attrarre nuovamente i “cervelli in fuga”, rifunzionalizzando la “casa” incompleta che stiamo costruendo. 

Trasformando il problema in risorsa, trasformandoci da consulenti ad “accompagnatori”, riconoscendo la rete di partner, clienti e fornitori, ci raccontano (raccontiamo) dei percorsi di valore, basati su “idea, progetto, imprese, scalabilità”.

Il secondo incontro, moderato sempre da Valeria, ospita Fabrizio Foti, Sebino Scaglione e Lilia Cannarella, che dialogano su “La casa dei miei sogni”.

Si discute di periferie “spacciate”, mono-funzione, grandi deserti, che si interfacciano con città costruite con una “data di scadenza” e con centri storici dove, nella dimensione di domesticità, si vive una contrazione, con densità e frequenza: “tutto nel tutto” di case a cielo aperto. 

Si cerca di comprendere che metodi applicare per aumentare la partecipazione dei cittadini nelle scelte, come collegare le città diffuse anche dell´entroterra, si vuole intuire come la rigenerazione controllata possa generare nuova coesione, malta sociale. Un nuovo modo di intendere la pianificazione territoriale che includa nel dialogo soprattutto le comunità svantaggiate. 

Chiude l´incontro Alessandro Fusacchia, ricordandoci che possiamo essere agenti di cambiamento se, imparato a maturare un desiderio, ci attrezziamo per realizzarlo. Questo viaggio vuole recuperare uno “spazio che serva per cambiare prospettiva”. 

Segue, dopo il pranzo, un rinfrescante e rigenerante per le idee e le energie bagno a mare presso il gelsomineto, tra Siracusa e Ragusa. Mare azzurro, ombre verdi, scogli avorio e nocciola. Un gruppo di “viandanti politici” che comincia a diventare comunità. 

Corriamo verso Ragusa, dove ci ospita il maestro riconosciuto tra i fotografi siciliani più influenti della storia recente, Giuseppe Leone, che ci invita a mobilitarci affinché possiamo acuire la vista e capire dove stiamo andando, cosa stiamo guadagnando e cosa rischiamo di perdere.

La giornata si conclude con la splendida cena presso Delicatessen, realtà di successo nell´ambito della cucina tradizionale ed innovazione sociale. Intervengono Marco Brugaletta, Gaetano Manganello, Federica Schembri – nostra compagna di viaggio – Vincenzo Cascone ed Alessandro Di Salvo. Il messaggio vincente, che continueremo a ripetere, è che la nostra unica risorsa è il tempo, riconoscendo il valore di ciò che non è fatto necessariamente con i soldi. 

Qual è la nostra ambizione? Che responsabilità ognuno di noi deve assumersi?

Con questi interrogativi e danzando sulle note di strumenti “d’altri tempi” si conclude la seconda giornata, sognando il continuo del viaggio politico, creativo e collettivo di Movimenta.