C’è un enorme problema di mancanza di lavoro, per risolvere il quale non esiste bacchetta magica. Servono più aziende di maggiori dimensioni, capaci di innovare e di formare i propri dipendenti, che possano accedere ai capitali necessari per espandersi sui mercati internazionali. Come serve un innalzamento del livello generale di istruzione e una riduzione drastica del livello della burocrazia.

Ma c’è anche un enorme problema di dignità del lavoro. In Italia abbiamo 2 milioni e mezzo di lavoratori poveri, di cui 1 milione e mezzo sono lavoratori dipendenti e 1 milione lavoratori autonomi. Cittadini con un lavoro che non paga abbastanza da garantire una vita al di sopra della soglia di povertà.

Per rispondere al problema della dignità del lavoro, e dare quindi un sostegno ai lavoratori “invisibili” – coloro che sono nella condizione di maggiore precarietà e insicurezza – Movimenta propone l’introduzione per via legislativa di un salario minimo di 8 euro l’ora che si applichi a tutte le forme di lavoro. Con questa misura puntiamo ad abolire ogni forma di lavoro gratuito, perché la retribuzione minima sarebbe estesa a stagisti, tirocinanti, e praticanti di ogni genere e tipo. La misura, inoltre, si applicherebbe anche, sotto forma di onorario minimo, ai lavoratori autonomi, e quindi anche a tutti coloro che esercitano professioni legate, ad esempio, al mondo del digitale, ai modelli di business emergenti, alle arti e alla creatività.

Il salario minimo è un segnale forte che ridarebbe fiducia agli inattivi e agli scoraggiati. Esiste in quasi tutti i Paesi dell’Unione europea, compresa la Germania che lo ha introdotto negli ultimi anni. Per questo riteniamo che debba essere tra le priorità della prossima legislatura, e lo sarà senz’altro per chi come noi partecipa alla lista +EUROPA CON EMMA BONINO che vuole mettere il tema dell’Europa e dei diritti al centro del dibattito politico.

Il diritto al lavoro è un diritto “particolare”, perché a differenza dello ius soli o del biotestamento nessun Governo o nessun Parlamento può garantirlo per legge. Per assicurare lavoro a tutti serve un’economia che cresce. Servono più imprese, e imprese che crescono. Ma questo non vuol dire che non dobbiamo batterci per il diritto ad un lavoro dignitoso sempre. A questo serve introdurre un salario minimo. Farebbe bene alla nostra società e alla nostra economia. E rappresenta per noi, prima di ogni altra cosa, una battaglia di civiltà.

In questi giorni anche altri hanno iniziato a parlarne, ma come al solito non si trova molto oltre l’espressione “siamo per il salario minimo”. Noi partiamo da una proposta articolata, su cui ci confronteremo con chiunque vorrà e che porteremo avanti con forza, perché pensiamo sia un pezzo importante della società che vogliamo costruire. Eccola qua: http://www.movimenta.info/diritto-al-salario-minimo/

Alessandro Fusacchia, segretario di Movimenta